Descrizione
Si sviluppò verosimilmente su una villa o proprietà d’epoca romana; discosta su di un vicino dosso sorse nel 1220 la chiesa di San Martino, attorno alla quale si prolungò l’abitato, assumendo il idsegno di un triangolo isoscele. Dopo le distruzioni della Grande Guerra venne aperta l’attuale piazza.
La principale località dal punto di vista archeologico e poi storico è il vasto dosso su cui sorgeva l’antichissimo castello di Nomesino, ma reperti si sono trovati anche in altri luoghi, fino a Zèle.
Nomesino aveva anche un castello, distrutto da Venezia nel 1439.
Lungo la strada che da Nomesimo porta a Corniano si incontra la chiesetta di S. Agata. Sorge isolata, su di un rilievo al centro di un digradante altipiano segnato dalla sequenza dei campi terrazzati. La piccola chiesa è costruita interamente in pietra a vista.
È affiancata dal campanile, massiccio, con tetto piramidale, sormontato da una piccola croce in ferro. La torre campanaria è aperta da quattro regolari finestroni romanici. L'assetto della chiesa è, infatti, romanico e tale appare ancora nonostante i rimaneggiamenti che si sono susseguiti nel tempo. I resti della primitiva chiesetta romanica sono venuti alla luce durante i lavori di restauro avvenuti negli anni 1972-73. Particolarità della chiesa di S. Agata sono le due finestre a croce, una sopra il portale e una sopra l'abside, che evidenziano un erudito studio astronomico dei costruttori dell'edificio. Infatti quando il 5 febbraio, festa di S. Agata, il sole spunta da dietro il Coni Zugna, i raggi penetrano attraverso la finestra a croce e attraversano la navata per fuoriuscire perfettamente dalla finestra a croce sopra il portale. Internamente la chiesa conservava una preziosa acquasantiera incisa con figure geometriche, fitoformi e zooformi di gusto preromanico, oggi conservata presso il Museo Diocesano di Trento.
(Testi tratti e liberamente adattati da I nomi locali dei Comuni di Mori e Ronzo Chienis, Servizio beni librari e archivistici della Provincia Autonoma di Trento, 1995 e da Mori di L. Dal Ri, La Grafica, 1987)