Cos'è
Quanti dettagli servono per raccontare la storia di Michelangelo Merisi da Caravaggio?
C’è la peste da bambino, la fame e la povertà da giovane, il successo fulmineo e scapestrato, i litigi, le risse: tentati omicidi, agguati in strada, ferite, denunce e un omicidio
riuscito. Fughe precipitose e ritorni. Poi le tele, dato che lui gli affreschi proprio non li sapeva fare: solo a olio, riusciva. I quattro modelli che poteva permettersi e a rotazione usava in tutti i quadri: prostitute per madonne, giovani compagni di letto per angeli, se stesso testimone in disparte e un vecchio per tutto il resto. Ma soprattutto bisogna raccontare la sua mano, che con la stessa facilità impugnava il pennello e la spada, con la medesima violenza.
Francesco Niccolini e Luigi D’Elia mettono in scena il terzo racconto biografico della loro produzione, realizzano questo nuovo lavoro insieme a Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Tutti
insieme provano ad attraversare l’epoca d’oro della cultura italiana ed europea.