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Storia

Dalla notte dei tempi si scopre che già prima del Sociale esisteva a Mori un teatro, costituito da quell'edificio rettangolare dalle finestre ogivali, che sta a levante dei fabbricati costituenti l'ospitale di Mori, ed è ora aggregato a questi, dove esercitavano la loro arte gli appassionati moriani dell'epoca costituiti in associazione.
Il primo cenno storico richiama, infatti, un testo recitato a Mori nel 1788 in occasione del riaprirsi del teatro.

L'attuale teatro Sociale, intitolato all'attore teatrale Gustavo Modena  (1803-1861),  è contemporaneo alle due maggiori strutture realizzate alla fine dell'ottocento nel Trentino e vale a dire, allo Zandonai (Rovereto) del 1785 e al Sociale di Trento, del 1819 e di questi rispecchia le caratteristiche architettoniche tipiche del teatro veneziano.

La costruzione avvenne tra il fra il 21 marzo 1802 data cui è fatto risalire la scrittura coll'imprenditore della fabbrica da erigersi, Giacomo Antonio Scottini, perito edile e il 23 ottobre 1803 poiché in un atto del 26 dello stesso mese ed anno si parla di una recita di dilettanti nella sera del giorno predetto… .
 
La particolarità e la curiosità è la realizzazione dell'opera da parte di un gruppo di soci per crearsi la struttura adatta a realizzare le proprie passioni.La prima costruzione, infatti, prevedeva due loggioni, senza la suddivisione negli attuali palchetti, cosa che avvenne poi in tempi successivi, … 02 luglio 1816 ... furono scelti quali arbitri i soci Giuliano Maria Chizzola e Pietro Dalla Bona e fu loro dato l'incarico che fossero divise le due logge esistenti nel detto teatro in modo che ogni socio colla sua famiglia abbia un distinto e determinato luogo in quelle logge .
 
Nel 1870, nell'ambito di una ristrutturazione, curiose e attuali sono le motivazioni delle modifiche ai palchi: sicchè si potea vedersi e parlarsi da palco a palco, furono chiusi lateralmente in tutta la loro altezza.
Durante la I° guerra mondiale il teatro subì, come tutta la borgata gravi danneggiamenti, e tra le due guerre visse un periodo d'abbandono, tanto che poi, negli anni successivi si resero necessari interventi di restauro e di consolidamento statico e d'adeguamento impiantistico. Mori in ogni modo può e deve essere orgogliosa di questo gioiellino architettonico che trova pochissimi eguali altrove, se non in realtà urbane di dimensioni notevolmente maggiori.
 
La storia è senza dubbio illustre e impone un'attenzione particolare a questa bellissima struttura.

Pagina pubblicata Giovedì, 07 Marzo 2019

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