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Origine del nome

In un solenne placito tenuto a Trento il 26 febbraio dell'anno 845 fu discussa la causa promossa da Andelbergo, abate del monastero di S. Maria in Organo di Verona, contro alcuni uomini di Tierno, di Avio, di Mori e di Castione, che gli rifiutavano prestazioni di servitù.

Gli Scavini imperiali nella corte ducale di Trento definirono in quell'occasione i diritti del monastero di S. Maria ad Portam Organi di Verona verso alcune persone quasi tutte abitanti nei paesi situati nel nostro territorio. In particolare, dalla deposizione dei testimoni, risultò che gli imputati non erano servi, ma uomini liberi e solamente commendati, cioè messisi sotto tutela, all'abate e che per la protezione e difesa loro concessa erano obbligati a fare certi trasporti ed ambasciate.
La decisione fu che il monastero di S. Maria in Organo di Verona aveva dei diritti limitati alle cose, cioè ad avere certi servizi, e che questi diritti non si estendevano alle persone suddette.
E' in questo atto dell '845 che appare per la prima volta il nome di Mori: Murius , o meglio sono nominati Auscansus e Vitalis de Murrius. Nel 1180 troviamo documentati un Rambaldus Archipresbiter de Murio , nel 1220 ad galetam de Murio , ... ibi in Murio e nel 1234 de Murio , ... in plebatu de Murio .
In documenti posteriori appare anche la forma Morio, Moriensis, de Murio, Muriensis. Il nome esisteva quindi prima dell'introduzione del gelso ( Morus Alba ), del quale nella Vallagarina fu iniziata la coltura solo al principio del 1400.
Il Dalla Corte, che visse nella seconda metà del 1400, nella sua Istoria della Città di Verona scrisse che Mori anticamente era detta Terra di S. Mauro , da cui deriverebbe il nome di Mori.
Appare inaccettabile l'indicazione del Dalla Corte, che indica in Mori la presenza di un nucleo benedettino (nucleo che troviamo invece a S. Felice), nei primi secoli della nostra era (S. Mauro, morto nel 584, fu santificato nel secolo successivo). Come pure appare assai dubbia la notizia che S. Mauro sarebbe stato antico patrono e titolare della chiesa di Mori Superiore. Però è vero che non molto lontano da Mori c'è S. Colombano di Rovereto, come è pur vero che nella Savoia, vicino ad una località Colombano, ve ne è una chiamata Maurienne. Ma nulla ci fa supporre che il nostro paese fosse terra di S. Mauro , tanto più che il paese in quei tempi già esisteva: chi può inoltre asserire che la chiesa di Mori Vecchio sia stata dedicata a S. Mauro ? Qualche lontana memoria sarebbe rimasta certamente! Altra opinione è che il nome sia stato dato al paese (Maurus, Morius Morus, Mori) dalla terra, spesso oscura, talvolta nera (si pensi alla località Terra Nera). Per il Pilati è questa l'opinione più verosimile. A sostegno di questa ipotesi egli osservò che in moltissimi documenti si legge: Morio, de Morio, Moriensis invece di Murius, de Murio, Muriensis. Anche questa interpretazione, però non appare accettabile. Per Paolo Orsi il nome deriverebbe da Vicus Murius , per Murianus, dal gentilizio Murius: un nome, quindi, romano che richiama una gens Muria. Murii non sarebbe altro, quindi, che un genitivo possessivo, indicante il possesso di una gens Muria.
Assai strano è che, ad eccezione di P. Orsi, nessun studioso di toponomastica ha poi tentato di spiegarne il nome: probabilmente per le notevoli difficoltà che l'interpretazione offre.Potremmo osare dire che essendo il toponimo di incerta interpretazione, ad un basso latino mosa , che ha il significato di pantano . Il toponimo Mosa nel latino medievale, si riscontra nel territorio lombardo e nel bergamasco (ad esempio all'anno 999 Quinta pecia terrae que est mosa et canneto ). In Lombardia, infatti, non sono rari antichi nomi locali di tipo Mosa, Mosi (da cui il nostro Mori per rotacismo, cioè passaggio della s ad r ) per i quali si può premettere il significato di luogo paludoso. Con Mosi, ad esempio, sono indicate alcune paludi nella provincia di Lodi. È invece da escludere la spiegazione da Limosus , dovendosi in questo caso ammettere un'aferesi, di cui manca ogni traccia nelle forme documentarie e che dovrebbe essere anteriore alle più antiche documentaz¡oni del sec. X. Troviamo ancora nomi analoghi nel bresciano: Mosetta, Mosina, Mosnigo, Moso e nel Trentino-Alto Ad¡ge: Mosèri e alla Faida il cognome Mosèr, Mòser, Mooser, corrispondente a Dal Palu . Moos è maso in Passiria (a. 1283 ... domini Cunradi comitis de Mosiburch, sitis in Montanis ) ecc. Mori è casa a Nord di Botticino Sera, Morino è cognome bresciano, Moriago è abitato nel pavese e in quel di Treviso, Moriano a Brescia e a Pavia. Forse questi ultimi nomi riflettono l'ipotetico Maurianus, dal gentilizio latino Maurius. Personalmente penso che il nome sia più antico, forse prelatino, retico (probabilmente come Peri, Nomi, Fai e Aldeno).
Sappiamo che sulle vie dove si combatte la guerra retica (16-15 a. C.) sono numerosi i nomi derivati da prediali romani: abbondano infatti a Riva, Rovereto, Trento, Bolzano. Lungo queste strade i paesi retici sarebbero stati distrutti dai Romani e gli abitanti sarebbero stati uccisi: sulle rovine dei villaggi delle popolazioni retiche, i nuovi arrivati, i coloni latini, avrebbero costruito i loro vici. Le zone, invece, appartate, più remote o lontane dalle grandi vie di penetrazione (Val del Sarca e Valle dell'Adige), come ad esempio la Val di Ledro e, da noi, la Val di Gresta e la zona di Mori nel tratto che va da Loppio a Lambel, sarebbero state risparmiate. Ne è prova il fatto che nella toponomastica di queste zone troviamo numerosi termini preromani.Il nome Mori è, quindi, da ritenersi per retico (forse gallico): per la sua origine non è da escludere il prelatino mur , cui si potrebbe congiungere anche l'antico tedesco muhr e le voci gerrnaniche moor (e moos) morast , che indicavano terreni acquitrinosi (anche il medio alto tedesco mos - ted. Moos - ha il valore di palude, pantano, luogo umido).
Il termine Mori, in antico, si estendeva solo all'abitato di Mori Vecchio, sede originaria del paese; poi nel medioevo passò ad indicare tutta la borgata, escluso Tierno: infatti nel placito del 1845, Mori e Tierno sono nominati separatamente. La zona di Mori Vecchio è sicuramente di antichissimo insediamento.
tratto da ATLANTE TRENTINO (a cura di Giuseppe Gorfer, Fabrizio Torchio, Flavio Faganello, Danilo Curti, Giuliano Tecilla e Maria Conforti) edito da
l'Adige nel 1997

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Pagina pubblicata Mercoledì, 18 Dicembre 2013
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