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Lago di Loppio e Isola di Sant'Andrea

Fino a qualche decennio fa il lago di Loppio una era un lago alpino di notevole bellezza, frequentato dai giovani e meno giovani della zona di Mori e non solo. Nella valle che unisce il solco dell'Adige a quello del Garda, il Lago di Loppio si originò a causa di un doppio sbarramento: una grossa frana ostruì il lato nord-occidentale, mentre il Rio Gresta con i suoi materiali bloccò il lato opposto.

Accesso

 Da Mori: si attraversa la borgata seguendo le indicazioni per il lago di Garda. Passato il paese di Loppio (3 km da Mori) si parcheggia l’auto a destra, al termine di una retta e subito prima di una semicurva.
 Dal lago di Garda: si sale in direzione di Mori, si attraversa Nago ed il passo San Giovanni. Si può parcheggiare l’auto al passo oppure alla sponda opposta del lago, appena prima del rettilineo che porta al paese di Loppio.
Il lago è raggiungibile agilmente anche in bicicletta (vedi piste ciclabili).
 
Il lago
Negli anni 1939-40 e poi tra il 1954 ed il ‘59 fu scavata una galleria tra il fiume Adige ed il lago di Garda per riversare in quest’ultimo le acque eccedenti del fiume durante le piene ed eliminare così i pericoli di alluvione per la restante Valle dell’Adige e la città di Verona. Il tracciato della galleria venne realizzato proprio sotto il lago il Loppio, che si svuotò quando ne venne intercettata la falda.
Ora del lago è rimasto solo il bacino prosciugato (la più estesa area palustre del Trentino), ed al posto dell’acqua vi è cresciuta una vivace vegetazione che ospita molti specie di animali sia terrestri che volatili. Nei periodi di piogge abbondanti è possibile che il lago, per qualche giorno, torni a contenere dell’acqua fino al suo graduale svuotamento.
Con una delibera della Giunta Provinciale del 1987 il bacino dell’ormai ex lago di Loppio è diventato un biotopo e come tale è tutelato.
Negli ultimi anni si è molto discusso circa la sua valorizzazione, con progetti più o meno validi. Nel corso del 2006 sono state avanzate delle proposte concrete per il ripristino del lago, che potrebbero dar luogo nei prossimi anni agli interventi necessari a ridare a Mori il “suo” lago.
 
L’isola di Sant’Andrea
Percorrendo la pista ciclabile fino a metà lago si incontra l’isola di Sant’Andrea, luogo di incontro dei giovani moriani fino a quando il lago era ancora pieno d’acqua, ed ora importante sito archeologico.
Segnalazioni della presenza degli antichi sull’isola si ebbero fin dal secolo XIX; ritrovamenti occasionali, tra cui frammenti di vasellame di epoca romana e resti di una sepoltura con corredo (balsamario in vetro), risalgono al 1987 e al 1990. Gli scavi ad opera della Sezione Archeologia del Museo Civico di Rovereto – tuttora in corso – iniziarono nel 1998 e furono preceduti, nel 1992 e nello stesso 1998, oltre che da vari sopralluoghi, da indagini di tipo geofisico e geoelettrico, che avevano evidenziato alcune anomalie nel sottosuolo.
L’indagine archeologica interessa tre settori: il primo si trova sul lato nord-orientale dell’isola ed include tracce di capanne e due edifici in muratura, che si affacciano su una strada inghiaiata (via glareata). Un altro settore è nell’area meridionale, dove è stato trovato un terzo edificio sventrato durante la Prima Guerra Mondiale per costruirvi un rifugio. Infine, la zona centrale - il punto più elevato dell’isola - è area sacra e ospita la chiesa romanica di Sant’Andrea, impostata su di una necropoli più antica. Altrove, in aree del sito non ancora scavate, sono stati riconosciuti un probabile quarto edificio (zona Nord dell’isola) e resti di mura, anche di mole notevole (margine Ovest).

A questo link tutte le informazioni archeologiche a cura del Museo Civico di Rovereto

http://www.museocivico.rovereto.tn.it/context.jsp?ID_LINK=112887&area=279&id_context=114872&page=1

Tipologia di luogo
Lago
Collocazione geografica

Come arrivare

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Pagina pubblicata Mercoledì, 18 Dicembre 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 15 Giugno 2017
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